L’interrogazione

“L’interrogazione” è stato scritto nel maggio 2022 e pubblicato per la prima volta nel giornalino della mia scuola “Eureka“.

Il tema del numero di allora era “coraggio” e non ho trovato argomento migliore da trattare se non quello dell’interrogazione, anche perché il numero uscì a maggio (periodo universalmente noto come pieno di verifiche orali e scritte per i poveri studenti italiani).

Ho deciso di presentarvelo ora perché quando è stato pubblicato ha avuto poca visibilità, essendo la fine dell’anno scolastico.

Dunque ora vi lascio alla lettura e, come al solito, se vi è piaciuto fatemelo sapere nei commenti; invece, se volete restare aggiornati, seguitemi su Instagram e Facebook o iscrivetevi alla mia newsletter.

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Non fa molto caldo, ma l’assenza di vento rende l’aria ancora più pesante. Tutti siedono in silenzio, lo sguardo basso e il sudore che cola giù dalla fronte. 

Una mosca entra dalla finestra, ma le basta poco tempo per rendersi conto di cosa sta accadendo là dentro; allora subito vola via da dove è venuta. Tutto è preferibile a quella stanza. Tutto è preferibile a quella stanza in quel preciso momento. 

La gamba di un ragazzo si agita sempre più, le dita di una ragazza scorrono sempre più veloci le pagine del libro, quelle di un’altra toccano sempre più nervosamente i capelli. Qualcuno chiede una cosa a un compagno, ma nessuno osa pronunciare parole che non siano un lieve sussurro. Uno dei circa venti in classe starnutisce e il suo starnuto riecheggia tra i banchi, tra i ragazzi, tra le dita dell’insegnante che scorre il registro alla ricerca di chi interrogare.

Tutti gli studenti hanno lo sguardo basso. Alcuni si fissano i piedi, cercando di applicare la tattica del camaleonte: immobili, nella speranza di mimetizzarsi con l’ambiente circostante e diventare invisibili agli occhi del predatore. Altri girano le pagine del libro, nel timore di aver dimenticato le nozioni studiate e nella speranza di imparare quelle fino ad allora ignorate. 

Nel frattempo, proiettati sulla LIM continuano a scorrere nomi e cognomi. 

Qualche ragazza si mordicchia le unghie ripetendo a mente gli argomenti, qualcun’altra prega sottovoce di non essere chiamata. Un ragazzo, le braccia incrociate, non fa altro che sospirare, affidandosi a nient’altro che al destino.

Il mouse tra le mani dell’insegnante si muove senza mai fermarsi, irrequieto. Ogni volta che la freccia si sofferma su un nome, il cuore di uno studente si ferma. Ma è solo un attimo, perché poi viene mossa, quello tira un sospiro di sollievo, ma è il cuore di qualcun altro a farsi più pesante.

L’attesa diventa snervante. La tensione ha raggiunto il suo culmine. Il verdetto deve essere pronunciato al più presto o qualcuno potrebbe non farcela. 

Gli occhi indagatori dell’insegnante si staccano dallo schermo del pc e fissano uno per uno gli studenti, il cui colorito è diventato lo stesso di un lenzuolo nuovo. 

– Chi posso chiamare? – sembra prendersi beffa di loro. Non capisce forse la situazione? Eppure dovrebbe, gli occhi degli studenti, come di un agnello di fronte al lupo, dicono tutto.

– Vediamo…– il suo sguardo si sofferma nuovamente su ognuno di loro.

– C’è qualcuno che vuole venire volontario? – chiede dopo un infinito attimo di silenzio – O chiamo io?

Gli studenti si guardano tremanti: chi si sacrificherà per il bene comune? Chi avrà il coraggio di affrontare l’Interrogazione? 

Per un attimo pare che nessuno ce l’abbia. Poi, però, ecco due mani alzate. 

I cuori di tutti si fanno leggeri, le membra si rilassano, mentre i compagni si dirigono verso la cattedra. 

Parole di incitamento e ringraziamento vengono loro rivolte: coraggiosi! Eroi! Lode ai valorosi che si sono alzati! Lode a entrambi che, intrepidi, hanno osato gettarsi nella bocca del lupo!

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